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MASS MEDIA

 

Calabria, sei quotidiani

si contendono la piazza

 

Nella hit parade delle vendite c'è una confortante tendenza al rialzo,

ma siamo ancora lontani da livelli accettabili

 

di Vincenzo Pitaro

 

Lo scrittore Saverio Strati, in una lunga intervista concessami per la terza pagina di «Gazzetta del Sud» nel lontano 1981, sentì fortemente il bisogno di sfogare su uno dei tanti «tristi primati» della Calabria. «A Firenze», disse, «ogni barbiere e ogni cameriere ha letto e legge Vasco Pratolini. In Calabria, invece, sono pochi quelli che conoscono gli autori calabresi. Perché? Eppure gli scrittori che vanta questa terra non sono inferiori né a quelli di Toscana, né a quelli del Piemonte. Ci dev'essere sotto l'abitudine alla cultura orale, meno faticosa di quella scritta!».

L'antifona era chiara. In quella intervista (apparsa sul quotidiano messinese in data 8 novembre 1981) il noto romanziere di Sant'Agata del Bianco intendeva amaramente sottolineare che «in Calabria non si legge».

Il discorso di Strati, ovviamente, riguardava il settore letterario. Ma, come spesso soleva ripetere quel gran maestro di giornalismo che fu Piero Ardenti, «chi non ha predisposizione alla lettura, non legge né libri né giornali».

Allo stato attuale, perciò, è lecito chiedersi: le cose sono cambiate o sono rimaste tali e quali come ventritré anni fa? Ed ancora: quanti calabresi, oggi, acquistano con assiduità almeno un quotidiano o un settimanale? Sono tanti? Sono pochi? Alcuni dati lascerebbero ottimisticamente pensare che siano di più di quanto non lo fossero in passato. Nella «hit parade» delle vendite, infatti, secondo un recente sondaggio effettuato dal quotidiano on line www.laltracalabria.it su un campione di 2500 lettori, ci sarebbe una confortante tendenza al rialzo, ancorché gli indici di acquisti siano ancora molto distanti da livelli accettabili.

Tuttavia, nel volgere di alcuni anni, la regione è stata attraversata da un fremito editoriale davvero sorprendente. Hanno visto la luce cinque nuovi quotidiani, tutti in formato mini-tabloid: «II Quotidiano della Calabria», «II Domani della Calabria», «La Provincia Cosentina» e, ultimo in ordine di tempo, «Calabria Ora». Il primo, che ha sede a Castrolibero (Cosenza) esce con sette numeri alla settimana e tre edizioni provinciali (Catanzaro-Crotone, Cosenza, Vibo Valentia e Reggio Calabria) e in più con un’edizione per la limitrofa Basilicata. A dirigerlo è Ennio Simeone, 69 anni, avellinese di nascita e romano di adozione, già noto nell'ambiente giornalistico nazionale per essere stato alla guida del quotidiano «Alto Adige» di Bolzano, prima, e de «II Tirreno» di Livorno, poi. Al timone, assieme a lui, figura come direttore responsabile anche Francesco Gallina, 76 anni, giornalista pubblicista cosentino, peraltro già vicepresidente del Consiglio regionale dell'Ordine. Il giornale si avvale di uno staff redazionale composto perlopiù da giovani formatisi in sede e da navigati collaboratori, inquadrati con l'art. 2 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico.

L'altra testata, fondata il 25 febbraio del 1988, è invece «II Domani della Calabria». Si pubblica a Marcellinara (Catanzaro), ha sette numeri settimanali (fino a poco tempo fa non usciva il lunedì) e un'unica edizione. È frutto di contributi statali e della Cee, come peraltro fece notare nell'editoriale di presentazione, apparso sul numero Zero, il direttore Guido Talarico, 44 anni, calabrese (di Sellia Marina) anch’egli per anni domiciliato a Roma ed ex redattore all'«Adn-Kronos» di Pippo Marra.

A livello provinciale c'è poi «La Provincia Cosentina» diretta da Genevieve Makaping, 46 anni, giornalista-pubblicista di professione. Il giornale ha una redazione centrale a Cosenza e sei uffici di corrispondenza distribuiti nei centri più grossi della provincia. Il 14 marzo 2006, infine, sempre a Cosenza, è nata una nuova testata quotidiana. Si chiama «Calabria Ora». A dirigerla è Paride Leporace, 44 anni, cosentino, già caporedattore de «Il Quotidiano della Calabria».

Come si vede, a fronteggiare il «monopolio» di «Gazzetta del Sud» (che tra Calabria e Sicilia orientale - cifra più, cifra meno -vende tranguillamente le sue sessantamila copie giornaliere) di quotidiani, oggi in Calabria, ce ne sono addirittura cinque. A parte i primi quattro, sulla scena infatti c'è anche «II Giornale di Calabria», diretto da Giuseppe Soluri, 53 anni, catanzarese, oggi anche presidente del Consiglio regionale dell’Ordine. Il quotidiano - che, oltre al nome di testata, come tutti sanno, non ha nulla da spartire con quello del trio Rovelli-Ardenti-Mancini che si stampava a Piano Lago di Cosenza – ha compiuto lo scorso 19 marzo il suo ventesimo anno di vita. Un record assoluto per la carta stampata in Calabria, considerato che mai un'esperienza editoriale quotidiana (a parte, quella della «Gazzetta») era riuscita ad avvicinarsi a questa «barriera».

Insomma, la Calabria, almeno per quanto riguarda la presenza di quotidiani, non sembra essere di meno alle altre regioni. Che dire? Lunga vita ai mass media calabresi! Chi non lo riconosce? I giornali, piccoli o grandi che siano, soprattutto in Calabria e nel resto del Mezzogiorno, sono chiamati a svolgere un ruolo forse più importante che altrove. Ai media meridionali viene infatti sollecitato, da più parti, un forte impegno tendente a creare una nuova immagine e una nuova coscienza, soprattutto ora che si ragiona in termini europei. E non è affatto un lavoro da poco. Anzi.

Vincenzo Pitaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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