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Le regole d’oro per prevenire le tossinfezioni alimentari Lasciare raffreddare un ragù sui fornelli, usare uno strofinaccio
unto per asciugarsi le mani o pulire il piano di lavoro, adoperare lo stesso
coltello per sbucciare le patate e tagliare la carne a pezzi: sono
comportamenti che si ripetono ogni giorno nelle nostre cucine, ma pochi sanno
che proprio queste «cattive abitudini» casalinghe sono la causa di centinaia
di casi di tossinfezione alimentare. Di solito l’insorgere di queste patologie, con sintomi immediati come
nausea, vomito, dissenteria, dolori all’addome e all’intestino, febbre e mal
di testa, è dovuto al mancato rispetto di regole fondamentali nella
preparazione, cottura e conservazione dei cibi. Ingerire una ridotta quantità di batteri non comporta un danno per il
nostro organismo, perché interviene il sistema immunitario. Purtroppo, non sempre
questi microbi rimangono inerti e le conseguenze possono essere molto serie:
liberano tossine che causano gravi intossicazioni da botulino, clostridio o
stafilococco), oppure si riproducono in modo vertiginoso determinando
infezioni come l’epatite A o la salmonellosi. Ecco allora come ci si deve comportare per potersi sedere
tranquilli a tavola, secondo il decalogo della sicurezza alimentare. Lavarsi
le mani con acqua calda e sapone È una regola
fondamentale da osservare ogni volta che si manipolano alimenti e quando si
passa da un alimento crudo a un cibo cotto e viceversa, soprattutto dopo aver
toccato carne, pollo e gusci d’uovo. Infatti, anche se la cottura distrugge i
batteri presenti in superficie, si rischia di infettare verdure, frutta, formaggi
o altri alimenti. La maggior
parte delle tossinfezioni si trasmettono agli alimenti e ai consumatori
perché chi manipola i cibi è malato o ha ferite. Anche un semplice taglio o
un’influenza possono provocare la contaminazione. Bisogna quindi proteggersi
le mani con cerotti o guanti di lattice in caso di lacerazione e, se
possibile, non cucinare quando si è colpiti da malattie respiratorie o
gastrointestinali. Lavare
accuratamente la verdura e la frutta Non sempre la
bollitura uccide tutti i germi patogeni: alcuni, come il temibile
«Clostridium botulinum», resistono anche alle alte temperature. Perciò, che
si consumino cotti o crudi, gli ortaggi devono essere lavati strofinandoli
energicamente con le dita o una spazzola, proprio per eliminare anche il
minimo residuo di terra, parassiti o pesticidi. Lo stesso vale per la frutta,
poiché durante la sbucciatura i microbi o i residui chimici presenti sulla
buccia potrebbero contaminare la polpa. Anche carne e pesce, prima di essere
cucinati, vanno lavati sotto l’acqua fredda corrente. Garantire
l’igiene degli utensili in cucina
Conservare
gli elementi in frigorifero Se gli alimenti
deperibili non sono consumati subito, vanno riposti in frigorifero; quelli
sfusi Le
cautele con i prodotti surgelati Gli alimenti
surgelati devono essere scongelati in frigorifero, oppure con il forno a
microonde, e in ogni caso vanno cotti appena scongelati: infatti lo
scongelamento a temperatura ambiente riattiva i batteri eventualmente
presenti nell’alimento crudo e gli enzimi della degradazione. Se salta la
corrente, i surgelati resistono senza andare a male per due-quattro ore nei freezer
a 1 o 2 stelle, e per 10 ore in quelli a 3 e 4 stelle. Un alimento scongelato
può essere ricongelato soltanto se viene cotto. Tenere
sotto controllo la cottura È una norma
essenziale soprattutto quando si cucinano carni, pesci e uova, perché solamente
una cottura completa elimina i microrganismi pericolosi per la salute, come
il toxoplasma nel caso della carne o la salmonella che infetta uova e
pollame. In particolare carni e pesci dovrebbero essere cotti fino a
raggiungere una temperatura interna di almeno 70°C, mentre per gli impasti a
base d’uovo la temperatura di sicurezza è 60°C. La misurazione si può fare
con gli appositi termometri-sonda da cucina. Riscaldare
in modo omogeneo i cibi già cotti In genere
gli avanzi di cucina, se conservati in frigorifero, possono essere consumati
anche dopo 4-5 giorni. Sughi, salse e minestre avanzate devono essere
riportati a bollore, mentre carne e pesce devono raggiungere almeno i 70°. I
cibi non vanno riscaldati più di una volta. Ripulire
le superfici da briciole e avanzi di cibo Dopo ogni
pasto è importante rimuovere tutti i residui delle preparazioni e della
consumazione, che altrimenti possono attirare insetti e parassiti; il piano
di lavoro, i fornelli e il lavello vanno trattati con un detergente-disinfettante
da cucina diluito secondo le indicazioni in etichetta. Risciacquare
e asciugare bene le stoviglie Lasciare a
mollo i piatti sporchi è una condizione favorevole alla proliferazione dei
microbi; quindi le stoviglie devono essere lavate entro due ore dall’uso,
risciacquate a fondo con acqua corrente per rimuovere i residui di detersivo
e lasciate asciugare all’aria. Le spugnette, autentici ricettacoli di batteri
e muffe, vanno lavate dopo ogni uso e possibilmente lasciate a mollo ogni
sera per mezzo minuto in una soluzione disinfettante (amuchina, euclorina o
candeggina). Dovrebbero essere cambiate ogni 2-3 settimane. Tenere
puliti gli elettrodomestici Affettatrici,
tritacarne e frullatori vanno lavati e asciugati dopo ogni uso. Le parti non
visibili degli elettrodomestici vanno pulite e disinfettate una volta al
mese, le parti superiori di mobili e pensili ogni 2-3 mesi. © Copyright by www.laltracalabria.it |
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