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Voti nulli per protesta

 

Durante la campagna elettorale ho partecipato a un forum all’interno del quotidiano on line www.laltracalabria.it dove centinaia di partecipanti live (che si alternavano) si dicevano delusi dalla politica, manifestando l’intenzione di votare scheda bianca o di sbarrare la scheda per rendere nullo il voto. In virtù di questa esperienza, credo che moltissimi elettori abbiano inteso votare così. Non si pensi, quindi, che le schede nulle appartengano a persone che non hanno saputo votare o a schede contestate. Credo siano solo voti di protesta nei confronti dell’uno e dell’altro schieramento. Per cui, ogni verifica, ancorché legittima, sicuramente si rivelerà un’inutile perdita di tempo. Le schede nulle nascono dalla protesta né più né meno come nell’assenteismo.

 

Valentina Perrelli, sul settimanale L’espresso - n° 16 del 27 aprile 2006, pag. 22

 

 

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News sul Web

 Servono più regole

 

Cresce sempre di più la richiesta di informazione on line. E i dati parlano chiaro. Ma come mai il legislatore non ha ancora pensato di regolamentare l’informazione via Web? Dico questo perché, ogni giorno, in Internet assistiamo a cose davvero assurde. Uno si sveglia al mattino, apre un sito e tranquillamente crede di poter diffondere notizie al mondo intero. Vi sembra giusto? Se per dar vita a un giornale cartaceo è richiesta la registrazione in tribunale con tanto di direttore responsabile, perché la stessa cosa non accade anche su Internet?

Leggo sul quotidiano on line www.Ialtracalabria.it, diretto da Vincenzo Pitaro, che “la differenza tra un semplice sito web e un quotidiano telematico sta nel fatto che il sito web può essere aperto e gestito da chicchessia, mentre un quotidiano on line è una vera e propria testata giornalistica, registrata in tribunale, e come tale non può essere che l’unica autorizzata a diffondere notizie”. E allora? Se le cose stanno come dice il collega Pitaro, perché si consente a tutti gli altri siti web non giornalistici di diffondere notizie? Di questo passo, visto che la comunicazione on line continua a piacere e a rappresentare il giornalismo del domani, dove andrà a finire la nostra professione? In molti potrebbero dire: ma per quale motivo mi devo avvalere di un giornalista se posso fare da me? Non sarebbe opportuno cominciare a regolamentare per affidare l’informazione in Rete ai giornalisti?

 

Cinzia Bonomi, su GIORNALISTI, organo dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Fnsi, Inpgi, n° 2 - Marzo/Aprile 2006, pag. 34

 

Condivido la precisazione di Vincenzo Pitaro. Aggiungendo che se leggo una notizia su una testata giornalistica non ho bisogno di verificarla perché presumo sia stata selezionata e scritta con criteri professionali e nel rispetto della legge. Se la trovo scritta altrove l’apprezzerei come testimonianza di libertà di espressione. Ma se dovesse interessarmi andrei di corsa a verificarla su una testata giornalistica.

(Michele Urbano, direttore della rivista GIORNALISTI)

 

 

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Il project manager?

Meglio s’è giornalista!

 

Si chiamano project manager, ovvero gli “uomini dei progetti”, e si sono diffusi in tutti i settori. Figure molto richieste, in grado di generare utili e risparmi per le aziende. La loro funzione è di seguire tutte le fasi che da un progetto portano al risultato concreto. Che si tratti della realizzazione di un nuovo profumo, di una linea di biancheria per la casa, della nascita di un operatore telefonico o della fornitura di un nuovo servizio, la complessità è gestita sempre dai project manager. Con budget e scadenze definite. Dai contatti con il cliente per mettere a punto l’obiettivo, all’organizzazione logistica, al coordinamento dei fornitori. «La complessità delle operazioni e la necessità di un continuo aggiornamento delle competenze rendono il pm fondamentale per ogni attività», spiega Fabrizio Lepri, autore del libro «L’azienda liberata» in cui già anni fa prevedeva l’espansione di questa figura professionale. «Oggi i pm sono sempre più richiesti - spiega Stefano Manfredi di Randstad, agenzia per il lavoro - al punto che abbiamo aperto una divisione dedicata esclusivamente a loro».

I project manager operano ormai sia nell’ampliamento delle attività aziendali che negli start-up. È il caso del gestore telefonico Parla.it, costola italiana di France Telcom. Per l’avvio ha affidato il ruolo a un pm 42enne, Matteo Foà. «Per un anno dal mio inserimento - ricorda Foà - mi sono occupato di tutte le fasi dello start-up. Per esempio i “router” che utilizziamo in Italia sono diversi da quelli francesi e la loro fabbricazione è stata realizzata su nostre specifiche tecniche». Con un interscambio d’informazioni tra Italia e Francia sempre sotto la sua supervisione. E chi ha la professionalità giusta, anche da giovane può fare carriera. «Ho una cinquantina di pm sotto la mia responsabilità e seguo direttamente i progetti più impegnativi», conferma Enrico Pietralunga di Fastweb, 37 anni, oggi responsabile nazionale dei project manager dell’azienda. «Ma se il project manager è anche giornalista - sostiene Vincenzo Pitaro, esperto del settore, sul suo website www.vincenzopitaro.it - «le cose cose vanno decisamente meglio, anche perché una buona esperienza nel campo giornalistico serve non solo per avere più fiuto a sondare il mercato ma aiuta sotto moltissimi aspetti, essenziali per il successo dell’azienda».

I project manager, insomma, oggi sono linfa vitale in tutti i settori, anche in quelli lontani dalla tecnologia. Come nella biancheria per la casa. È l’esperienza di Mirko Gualdi, ex ciclista professionista fino al 2000, che ha gestito un progetto del Gruppo Zambaiti di Bergamo, dove lavora da tre anni. «Un budget di 150.000 euro, sei mesi di tempo e uno staff di collaboratori - racconta Gualdi - per arrivare a produrre una linea di biancheria per la casa che utilizza in esclusiva le immagini di una fotografa neozelandese». Un’attività che l’ha visto coordinare disegnatori, fabbriche e referenti commerciali in tre continenti diversi.

 

S. B., su TRIBUNA STAMPA, organo nazionale d’informazione dei Giornalisti, n° 1/2 - Marzo 2006, pag. 3

 

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Del quotidiano on line www.laltracalabria.it, si sono altresì occupati le seguenti testate quotidiane: Corriere della Sera Magazine, La Stampa, Il Messaggero, Il Foglio quotidiano, Il Manifesto, Liberazione, Il Mattino, l’Unità, la Padania, Il Corriere Canadese, La Gazzetta Italo-Americana, Gazzetta del Sud, il Domani della Calabria, il Quotidiano della Calabria, nonché la rivista Viva Verdi, della Siae., il settimanale Oggi, Calabria Letteraria, Parallelo 38

 

 

 

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