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Comune di Catanzaro |
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Sindaco: On. Rosario Olivo Giunta: (Centrosinistra) Consiglio comunale: Il Comune a portata di telefono Numeri utili Descrizione generale Cenni storici Manifestazioni tradizionali Gastronomia Uomini illustri È la città capoluogo della Calabria, supera ormai i centomila
abitanti, e il cuore amministrativo della regione. A Catanzaro
ha sede la Giunta regionale. Il nucleo urbano
primigenio è situato su tre colli di roccia silana a 345 metri dal livello
del mare in una splendida posizione panoramica sulle valli del Musofalo e
della Fiumarella. Catanzaro è a pochi chilometri dalla Sila Piccola (Taverna, Albi, Villaggio Mancuso, Villaggio Racisi, Villaggio Palumbo) e a
pochissima distanza dal mare dove sorge il quartiere marinaro di Catanzaro
Lido, antico borgo di pescatori, oggi accogliente e sviluppato centro
turistico balneare. Più ricostruzioni, rese necessarie dal terremoti del 1638
e del 1683, insieme al primo vero intervento urbanistico del 1870, hanno
mutato e dilatato il tessuto edilizio e urbanistico che oggi coma nuovi
quartieri, quali Gagliano, Pontepiccolo, Corvo e Aranceto che si sono
aggiunti, ad un più antico nucleo urbano gentilizio costituito da Via Milano
e S. Leonardo. La strada dei Due Mari e l'imponente viadotto sulla
Fiumarella, sono i modernissimi tratti d'unione che oggi collegano il centro
storico ai nuovi quartieri sulla strada che porta verso la Sila. Il vecchio
borgo medievale, si può riassumere nella chiesa, oggi sconsacrata, di S.
Omobono eretta nel Xll secolo dalla Confraternita dei Sarti e nei resti del
castello costruito nel 1060 da Roberto il Guiscardo in posizione difensiva su
un lembo collinare ai piedi del quale scorre la Fiumarella. Il ricordo di altre
epoche e un gomitolo di strade e viuzze che seguono un percorso orografico
tormentato da un saliscendi ininterrotto, qua e là reso meno inerpicante
dalle scalinate. I portali barocchi sono il tratto caratteristico del vecchio
nucleo cittadino, lo stesso tratto che si coglie nelle più importanti chiese
di Catanzaro: la chiesa del
Rosario, la chiesa di S. Giovanni, la
Basilica dell'Immacolata e la chiesa del Monte, la chiesa dell’Osservanza con una Madonna del Gagini, luoghi in cui e possibile
ammirare opere marmoree e pittoriche del '500. Su Corso Mazzini c'è Palazzo Fazzari, costruito nell'Ottocento
secondo i canoni del Quattrocento Fiorentino. Catanzaro è città dai panorami
ineguagliabili, protesa verso il mare ma estesa alle porte della Sila,
attraverso la sua estrema propaggine urbana: il quartiere S. Elia a 600 metri sul livello del
mare, adagiato tra i castagni in un ecosistema tipicamente pre-montano. A
pochi chilometri dal capoluogo sulla strada per il raccordo autostradale che
porta a Lamezia Terme, ancora due splendide verande naturali); su di
un'altura prospicente Catanzaro, sorge Caraffa di antiche origini arborèshe
in cui ancora vive sono le tradizioni di ceppo albanese. Magnifici i costumi
che le donne, anziane e giovani, indossano nelle ricorrenze. Sul lato destro
della strada Catanzaro-Lamezia c'è Tiriolo, da dove risulta davvero mirabile
la vista sia dello Ionio, sia del Tirreno. Il ritrovamento di reperti d'epoca
Fenicia proiettano questo comune d'alta collina famoso per la tessitura e per
la produzione dei caratteristi e pregiati scialli calabresi, i «vancàli», in
una storia millenaria. Catanzaro è sede di studi universitari. In quanto alla
sua economia, essa ha radici artigianali e piccolo industriali, via via
sopravanzate da una antica vocazione amministrativista e commerciale. In
tempi non troppo remoti, Catanzaro, fu uno dei centri più imporranti per la
lavorazione della seta. Rinomati anche ricami e merletti di pregevolissima
fattura.
CATANZARO Piazza Matteotti di qualche decennio fa Cenni storici Catanzaro ha origini bizantine. Fondata nel IX secolo, la città
nacque come un vero e proprio fortino
tra lo Ionio e il Tirreno. Conquistata intorno al 1059 da parte di Roberto il
Guiscardo, divenne contea normanna e importante centro di traffci commerciali
oltre che rinomatissimo centro per la lavorazione della seta. Successivamente
passò dapprima sotto il dominio degli Angioini e poi sotto quello degli
Aragonesi. Assediata dai Francesi nel 1528, resistette vittoriosamente, tanto
che Carlo V le conferì i titoli di «magnifica» e «fedelissima». Sotto
l'impero borbonico diventò il centro amministrativo e politico della Calabria
Ulteriore. Nel '20 e nel '21 partecipò attivamente ai moti carbonari e
nel '48 e nel '60 alla lotta per la cacciata dei Borboni. Manifestazioni tradizionali
«A Naca», processione religiosa del venerdì santo nel periodo
pasquale alla quale partecipano tutte le parrocchie. Si tratta di una vera e
propria rappresentazione in costume del correo che accompagnò Gesù fino al
luogo della sua Crocefissione. Festa
della Madonna dei marinai a Catanzaro Lido a fine luglio. Una statua
della Madonna è portata in processione su un grande peschereccio al cui
seguito vi sono centinaia di barche addobbate a festa. Ad agosto, nella prima
decade del mese, si svolge la Fiera
di S. Lorenzo, una settimana di mercato in cui vengono esposti i
prodotti tipici artigianali di tutta la provincia. Gastronomia «U morsédhu» è il piatto tipico per
eccellenza, unico nel suo genere, difficilmente imitabile, consumato ancora
oggi a metà mattinata nelle tipiche trattorie del vecchio centro storico. È a
base di frattaglie e di interiora di vitella, con sugo di pomodoro e pepe
rosso piccante, servito nella caratteristica «pitta», un pane morbidissimo
confezionato a larga ciambella e privo di crosta. «’A tiana», un tegame nel
quale ai pezzi di capretto vengono aggiunti piselli, carciofi, patate,
mollica di pane e spezie. Il tutto viene rosolato al forno. La provola, i butirri (un guscio di
pasta fresca di latte con un cuore di burro), gli insaccati di carne di
maiale come la soppressata, la salsiccia e, tra i formaggi, il pecorino,
costituiscono anch'essi i tratti caratteristici di una gastronomìa tipica e
da gustare disponibile in tutti i ristoranti della città. Tra i dolci da
ricordare i Taralli, i Mustaccioli insieme alle Cozzupe che
costituiscono il tradizionale dolce pasquale. Ottime le «Crucette», fichi
secchi tagliati a metà e disposti a croce e ripieni di noci, cannella, cedro
candito e cotte al forno. Vini: Malvasia di Catanzaro (16 gradi circa, dolce
e morbido per dessert) e ottimi rosati. |
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